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31 agosto 2007

Microsoft pensa ad un HUD per le automobili

28 agosto 2007 

Negli ultimi mesi Microsoft ha dato prova di un particolare interesse nella ricerca e sviluppo di nuove interfacce utente destinate alla vita di tutti i giorni. Ne sono un esempio l'avveniristico "Surface", il particolare tavolo interattivo presentato nel corso del mese di maggio, e i progetti relativi ad un particolare sistema di puntamento multitouch da implementare all'interno di computer portatili. Emergono ora informazioni, tramite il sito Arstechnica, di un brevetto depositato dal colosso di Redmond riguardante la possibile implementazione di una tecnologia di tipo HUD (head-up display - display a testa alta) all'interno di comuni automobili. Gli HUD trovano attualmente impiego nel campo dell'aviazione, sia militare, sia civile, al fine di permettere al pilota di poter tenere sotto controllo importanti informazioni senza la necessità di dover andare a cercare i vari indicatori sulla plancia, magari in fasi delicate del volo .
Secondo le intenzioni di Microsoft, un sistema HUD per automobili permetterebbe di mostrare sul parabrezza informazioni relative al traffico, allo stato del veicolo, alla salute del guidatore e altri elementi meno utili come il brano musicale in riproduzione dall'impianto stereo e via discorrendo.
Il brevetto esplora inoltre la possibilità di integrazione con un sistema a comando vocale e descrive le varie modalità in cui gli elementi possono essere tracciati sul parabrezza: in forma compatta, a pieno schermo, nascosti oppure ancora in forma di anteprima.
Sorgono tuttavia dubbi sull'effettiva utilità e funzionalità di un simile eventuale strumento, che potrebbe facilmente causare distrazione nel guidatore. Microsoft, all'interno del brevetto, vuole tuttavia porre l'attenzione sulle potenzialità positive di tale sistema, che potrebbe mettere il guidatore nelle condizioni di avere una maggiore consapevolezza dell'ambiente circostante, grazie ad esempio alla segnalazione in tempo reale delle condizioni della strada o di eventuali incidenti o blocchi del traffico sul tragitto.

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Service Pack 1 per Vista: a inizio 2008

28 agosto 2007 

Microsoft ha ufficialmente confermato, nella giornata di ieri, la propria intenzione di rilasciare il Service Pack 1 per sistemi operativi Windows Vista entro il primo trimestre 2008; a oggi, quindi, è presumibile attendersi 6 mesi di tempo prima che il Service Pack possa venir scaricato e installato.
Il SP1 non dovrebbe proporre significative innovazioni al sistema operativo, ma operare a migliorare la sicurezza, le prestazioni e soprattutto la stabilità di funzionamento. E' proprio quest'ultimo elemento, del resto, ad aver generato i più elevati malcontenti tra gli utilizzatori del nuovo sistema operativo Microsoft, facendo per certi versi rimpiangere Windows XP.
Del resto, basta ritornare con la memoria al lancio di Windows XP per ritrovare molte analogie: il Service Pack 1 per quel sistema operativo aveva controbuito a risolvere vari problemi legati alla stabilità di funzionamento, mentre il successivo Service Pack 2 aveva introdotto varie novità funzionali tra le quali ricordiamo, come una delle più utilizate, una gestione ex novo delle funzionalità di rete wireless.
Microsoft ha reso disponibile lo scorso mese, ad un selezionato numero di beta tester, una versione beta preview del Service Pack 1 per Windows Vista; nel corso del mese di Settembre un programma simile verrà aperto ad un numero variabile tra 10.000 e 15.000 utilizzatori di Windows Vista, ma questo avverrà senza aprire la fase beta a nuovi utenti che già non siano ora beta tester di Microsoft.
Gli utenti che sono iscritti a MSDN e TechNet potranno utilizzare il Service Pack 1 prima del lancio ufficiale, ma solo nella forma di Release Candidate; questo implica che saranno necessari alcuni mesi prima che questo nutrito gruppo di utenti possa aver accesso al SP1.
In termini pratici, la migrazione al Service Pack 1 richiederà il download di circa 50 Mbytes di dati attraverso Windows Update; per le utenze professionali, che richiedono un unico file di aggiornamento da poter applicare su differenti sistemi, il pacchetto complessivo avrà un peso stimato in 1 Gbyte in quanto includerà tutte le differenti localizzazioni linguistiche dei files. In questo caso il sistema dovrà avere a disposizione circa 7 Gbytes di spazio libero per procedere con l'installazione, e non potrà venir applicato ad immagini di Windows Vista che siano offline. Detto in altro modo, quindi, non sarà possibile creare un DVD d'installazione di Windows Vista contenente al proprio interno il Service Pack 1, ma bisognerà installare Vista su un nuovo sistema e solo in un secondo momento applicare il Service Pack.

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30 agosto 2007

La PS3 diventa registratore, la PSP navigatore

28 agosto 2007 

La caccia a Nintendo Ds è ufficialmente aperta. Sony ha presentato alla Games Convention di Lipsia una serie di miglioramenti ed arricchimenti per la sua Play Station 3, che le consentiranno di divenire di volta in volta navigatore satellitare GPS, uno strumento per video-chiamare e chattare con altri appassionati, ma anche un vero e proprio videoregistratore digitale.

Una console più ricca, quindi, per tenere il passo di un Xbox più a buon mercato. Nella scorsa settimana infatti, Microsoft, dopo una lunga serie di secche smentite, ha deciso di tagliare anche in Europa il prezzo della sua console Xbox. Dopo la sforbiciata di 20 dollari al prezzo americano di luglio, sceso a 179 dollari, la casa di Bill Gates ha ridotto di 50 euro, a 349,99 euro, la somma necessaria per portarsi a casa la Xbox 360 nel Vecchio Continente. I giapponesi quindi hanno pensato di scommettere tutto sul nuovo sintonizzatore e registratore digitale di programmi televisivi. Il prodotto, chiamato PlayTV, sarà disponibile in Europa, Italia compresa, all'inizio del 2008.
La PlayStation Portable invece sarà dotata di un sistema di navigazione satellitare Gps, ma potrà anche diventare uno schermo cinematografico tascabile. I progammi registrati sulla Play Station 3 saranno visibili in modalità remota, infatti, anche su Psp.

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25 agosto 2007

Energia elettrica dal calore corporeo

22 agosto 2007 

Un gruppo di ricerca del Fraunhofer Institute sta lavorando ad un progetto volto a realizzare un sistema in grado di produrre energia elettrica trasformando l'energia termica naturalmente emessa dal corpo umano. Si tratta di un progetto ambizioso ed interessante che potrebbe avere positive ricadute nella vita quotidiana, in particolare nell'ambito medico.

Il principio di funzionamento di un dispositivo come quello ideato dal Fraunhofer Institute è lo stesso che sta alla base del funzionamento dei generatori termoelettrici: una differenza di temperatura genera una corrente elettrica. Nel caso di applicazioni ordinarie sono sufficienti alcune decine di gradi di differenza per dare luogo a sufficiente energia per l'alimentazione di comuni dispositivi elettrici od elettronici. Diversa è la situazione per ciò che concerne il corpo umano, in quanto la differenza tra la temperatura corporea di superfice e l'ambiente esterno è solo di pochi gradi.

A fronte di ciò, il Fraunhofer Institute è stato in grado di realizzare un dispositivo in grado di produrre appena 200 millivolt grazie al calore del corpo umano. A titolo di riferimento è necessaria una quantità di energia tra le cinque e le dieci volte superiore (1-2 Volt) per il funzionamento della maggior parte dei dispositivi elettronici.

Per risolvere questo problema i ricercatori hanno allora ideato una particolare circuiteria che prevede l'impiego di un componente chiamato "charge pump", basato sull'impiego di condensatori. Questo componente si occupa di "raccogliere e conservare" l'energia elettrica di millivolt in millivolt fino ad una soglia di 1,8 volt. Il raggiungimento della soglia permette l'attivazione di un transistor che si occupa di controllare un secondo componente demandato a trasferire la corrente elettrica al dispositivo da alimentare.

Il team è ora al lavoro per affinare questo progetto e identificare ulteriori sviluppi futuri che consentano di ricavare una accettabile quantità di energia elettrica anche nel caso di differenze termiche piuttosto ridotte.

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Videogame per capire le epidemie

21 agosto 2007 

Da realtà virtuale a vita vera. Il passo è breve. Il videogioco online più cliccato al mondo potrebbe infatti aiutare gli scienziati a prevedere le reazioni dell'umanità a eventuali future epidemie killer. Ne sono convinti Nina Fefferman e colleghi della Tufts University School of Medicine, che in uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases dimostrano come il gioco di ruolo World of Warcraft, il preferito in assoluto dagli internauti di tutto il pianeta, possa rivelarsi un valido modello di comportamento in caso di super emergenza sanitaria. Nell'universo immaginario di Warcraft la malattia del sangue corrotto dilaga, come una nuova peste letale che minaccia migliaia di giocatori. Ma analizzandone le mosse, il team americano ha osservato che le reazioni di fronte al pericolo sono svariate: c'è chi rischia la propria vita per salvare gli altri, c'è chi fugge abbandonando tutto e tutti per mettersi al sicuro, e c'è addirittura chi si infetta con la missione di contagiare gli altri. Un'ampia gamma di comportamenti che potrebbero svelare quelli reali, spiega Fefferman. Offrendo indicazioni utili a contrastare un'epidemia vera, perché "la condotta umana ha un enorme impatto sulla diffusione delle infezioni", avverte l'esperto. Ad oggi, aggiunge, per cercare di prevedere quello che sarà in caso di grave 'sos' sanitario esistono solo dei modelli matematici, che tuttavia non possono tener conto del fattore umano, cosa che invece può fare la realtà virtuale.

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24 agosto 2007

Nuova evoluzione di Google Earth: con Sky si vedranno le galassie

16 agosto 2007

Google ha lanciato Sky, un nuovo servizio che si innesterà nel già presente Earth e che a differenza di quest'ultimo non conterrà le mappe della Terra, ma quelle astrali. Nella pratica Sky consentirà agli utenti di vedere e navigare tra stelle e galassie dalla prospettiva di visualizzazione possibile dal nostro pianeta.

Partendo dal punto di osservazione indicato sulla mappa terrestre basterà ciccare “passa da terra e cielo” e si avrà la visione dello spazio da quel punto. Come per Google Earth sarà possible ingrandire la visualizzazione e spostarsi con l’ausilio di frecce.

Sarà inoltre possibile osservare le costellazioni, cliccare sopra di esse e conoscerne i segreti. Nel database di Google Sky sono presenti circa cento milioni di stelle e duecento milioni di galassie.

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18 agosto 2007

DirectX 10: solo su Vista

16 agosto 2007

Nelle dichiarazioni rilasciate al sito americano Next-Generation, Microsoft conferma l'intenzione di mantenere il nuovo pacchetto di librerie multimediali DirectX 10 (compresi i successivi aggiornamenti) esclusive al sistema operativo Windows Vista, in quanto "costruite attorno ad esso".

In relazione alle notizie sull'incompatibilità di DirectX 10.1 nei confronti delle schede video attualmente in commercio, la casa di Redmond ha smentito le voci apparse in rete negli ultimi giorni. Infatti, sembra che le schede video attuali con supporto DirectX 10 siano perfettamente compatibili con la nuova versione, benchè una limitata parte di nuove caratteristiche sia destinata a funzionare solo con il nuovo hardware.

Ad ogni modo, Microsoft stessa precisa che la versione 10.1 contiene soltanto leggeri miglioramenti e non giustifica in alcun modo il supporto di hardware specifico, o la realizzazione di titoli che usino in maniera esclusiva questo standard. Intanto, i giocatori attendono ancora con ansia i primi giochi capaci di mostrare in dettaglio le potenzialità di DirectX 10 e delle nuove, potentissime schede video: anche il gioco più ambito, Crysis, ha dovuto subire recentemente un rinvio, e non potrà essere giocato prima di novembre…

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15 agosto 2007

Un miliardo di pc nel 2008

14 agosto 2007 

Un miliardo. Sono trascorsi ben ventisei anni dalla nascita del personal computer, ma ne servirà ancora un altro prima che il loro numero a livello mondiale raggiunga la cifra record di un miliardo. I dati sono quelli di una ricerca della Forrester Research, secondo cui, entro la fine del 2008, ci saranno più di un miliardo di pc in uso nel mondo. Per arrivare al miliardo successivo invece occorreranno solo altri cinque anni.

Entro il 2015 quindi i pc in uso saranno più di due miliardi. Un incremento dovuto ai prezzi più bassi, all'aumento della domanda da parte di una popolazione sempre più preparata in materia di tecnologia e alla rapida crescita dell'uso dei pc nei mercati emergenti: Brasile, Russia, India e Cina conteranno infatti più di 775 milioni di nuovi pc entro il 2015.

Per i mercati cinese e indiano, dove la diffusione di pc è inferiore al 5 per cento, si prevede una crescita a lungo termine che coinvolgerà miliardi di persone che ancora non utilizzano i computer. In particolare è il mercato cinese quello che ha maggiori possibilità di crescita con circa 54 milioni di pc utilizzati (nel 2007) che diventeranno 550 milioni nel 2015. L'India potrebbe invece arrivare a 157 milioni, il Brasile a 81 milioni e la Russia a 67 milioni entro il 2015.

Ma anche altri quattordici paesi dell'area asiatica contribuiranno all'incremento. Il Vietnam passerà da uno a 14 milioni, le Filippine da 3,7 a 39 milioni, mentre in Pakistan e in Bangladesh l'incremento sarà simile a quello dell'India, sebbene l'aumento demografico annuo in Pakistan e Bangladesh sia intorno, rispettivamente, al 2 e 2,5 per cento.

Nei Paesi latinoamericani, escluso il Brasile, entro il 2015 saranno 120 milioni i nuovi utenti di pc. Cile, Colombia, Argentina, Messico, Venezuela e Bolivia promettono tutti una crescita del mercato dei pc. Il mercato dell'Europa occidentale, non ancora saturo, aggiungerà, entro il 2015, 97 milioni di pc a quelli già in uso. Mentre alcune nazioni - come Inghilterra, Svizzera e Olanda - hanno quasi concluso il ciclo di crescita, Spagna, Italia, Francia, Belgio e Germania sono a circa metà percorso verso il raggiungimento del livello di saturazione.

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14 agosto 2007

Un futuro di carta per le batterie

14 agosto 2007

E' fatta solo di carta, grande poco più di un francobollo, non inquina ed è riciclabile. La pila del futuro è una nano-batteria in grado di funzionare a temperature estreme, sottile e flessibile: l'hanno sviluppata gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Institute di New York. Può alimentare una lampadina, ma in futuro si potrebbe arrivare ad accumulatori per macchine che garantiscano un'autonomia di 24 ore.

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La somiglianza con un foglio di carta non è accidentale: la batteria è composta al 90% da cellulosa, alla quale sono stati aggiunti dei microtubuli di carbonio che agiscono da elettrodi e che permettono la conduzione elettrica. La nano-batteria, che opera in un intervallo di temperatura compreso fra i 73 gradi centigradi sotto lo zero e i 150 gradi, si può piegare, avvolgere o tagliare senza che perda le proprie capacità. Inoltre se ne possono sovrapporre diverse aumentando così la generazione di energia.

Robert Linhardt, inventore della nano-batteria, ammette che il progetto è ancora in fase sperimentale e che ci vorrà del tempo prima che si arrivi alla commercializzazione delle nuove batterie. Non mancano però i dubbi sulla nuova invenzione. A essere scettico sulla pila ecologica è Robert Sperling, dell'Università della California, esperto in fonti energetiche alternative per i trasporti. Secondo Sperling i nanotubi di carbonio che fungono da elettrodi sarebbero troppo costosi. "Inoltre" aggiunge "dobbiamo tener conto che lo stoccaggio di energia elettrica resterà sempre molto più difficoltoso di quello di carburanti liquidi. Il mondo - conclude Sperling - non è destinato a cambiare, almeno in tempi brevi, per questa invenzione".

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13 agosto 2007

Spazio: ecco il maxi-pianeta light

10 agosto 2007 

Il pianeta più "leggero" e grande dell'universo è stato scoperto dagli astronomi del Lowell Observatory, a Phoenix in Arizona. Si chiama "TrES 4" ed è a 1.400 anni luce da noi. Gli scienziati americani affermano che "è talmente soffice che ci si potrebbe affondare dentro". Il pianeta che ruota intorno a una stella, fa parte della costellazione di Ercole ed è 20 volte più largo della Terra con un diametro 1,7 volte quello di Giove.

Il pianeta è stato individuato per la prima volta nella primavera del 2006 e a confermare l'attendibilità della scoperta sono stati i ricercatori dell'Harvard University e dell' Osservatorio nelle Hawaii.

La meraviglia ma anche il mistero che avvolge questo pianeta è la bassa densità della materia di cui è composto. Una densità pari alla metà di quella di Saturno.

Gli stessi scienziati hanno riscontrato che TrES-4 è un pianeta "soffice", il più "leggero" mai visto finora. "E' una materia molto solida ma nello stesso tempo leggera - ha dichiarato Alan Boss, del Canergie Institute di Washington- La natura ci riserva tante sorprese".

I ricercatori non riescono a spiegarsi perché i cosiddetti "soft planets'" siano così leggeri. "E' veramente un mistero - ha sottolineato Boss -. Il segreto della loro bassa densità è ancora tutto da scoprire". Gli studiosi ora stanno cercando anche un altro pianeta che, secondo loro, fa parte della stessa costellazione.

"E' difficile, non sappiamo cosa succeda laggiù, ha dichiarato Mandushev. Secondo noi potrebbe esserci un altro pianeta là intorno. Sarebbe incredibile".

16:30 Scritto da: setino91 in Scienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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